Padre Alex Zanotteli ricorda Gino Filippini

Sono passati 6 anni da quel 28 novembre del 2008 che ci ha portato via Gino Filippini, vogliamo ricordarlo con questa toccante lettera di Padre Alex Zanotelli, che ringraziamo.
Asante Sana Alex, Asante Sana Gino

Carissimo Gino,

                             sento proprio il bisogno di scriverti, anzi di parlarti. Quanto mi mancano quelle conversazioni nel cuore della notte a Korogocho, quei salmi carichi del dolore quotidiano dei baraccati che chiudevano le nostre giornate. Quanto mi manca la tua amicizia, sincera, vera, leale. Ma soprattutto, quanto mi manca quella tua carica straordinaria di umanità , di passione per gli ultimi, gli emarginati.

Gino, tu mi hai contagiato per dieci anni della tua umanità, camminando insieme sulle strade fangose, polverose dei poveri. Sono impastato di te. Ti sento così vicino, così vivo! “Qualcuno mi ha fatto gli auguri- scrivevi in una lettera da Korogocho- con le parole di Helder Camara:”Beati coloro che sognano. Aiutare a sognare è diventato il mio mestiere, la mia vocazione.”

Gino, aiutaci a continuare a sognare che un altro mondo non solo è possibile, ma è necessario . Tu che sei con il Signore, aiutaci a scardinare questo Sistema di morte che ammazza per fame, ammazza per guerra ed ammazza il Pianeta.

Gino, tu riuscivi a pensare globalmente, ma ad agire localmente. Tu che sei nel cuore del Dio della vita, aiutaci a costruire oggi dal basso quel mondo ‘altro’ per cui ti sei sempre impegnato. E tu che vivi con il Signore, prega anche per Korogocho che sta passando un momento molto difficile. La gente di Korogocho ti sta pregando perché quello che hai seminato(ti chiamavano il Seminatore!) non vada perduto. Hai speso quindici anni della tua vita in quell’inferno umano. E alla fine ci hai rimesso anche la vita. E’ stato in quel tuo camminare con gli ultimi nella discarica di Korogocho che inalando la polvere di amianto, ti sei ammalato di mesotelioma. Per noi tu sei un martire! Sei uno di quelli che sono passati per la “grande tribolazione “, “vestiti di bianco” “stanno davanti al trono di Dio”(Ap.7).  

Le domeniche, quand’eri a Korogocho, non ti vestivi già di bianco?

“Da un po’ di tempo alla domenica mi vesto di bianco- scrivevi in una delle tue lettere -, il colore simbolo della gioia e della fede. Vedermelo addosso mi fa bene allo spirito: mi tiene su di morale.”

Ti vediamo anche oggi vestito di bianco,(simbolo di festa, ma anche di martirio).

Ci hai preceduto e hai pagato con la vita la tua dedizione agli ultimi. Ci sei di grande insegnamento a continuare, in questo momento di grande pessimismo, a sperare che un mondo altro sta già nascendo.

Mi ha fatto bene chiacchierare con te.

Grazie, Gino.

 

                                                                           Alex