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Appunti

appuntiChambers R.Rural Development: Putting the Last First, London, Longman Group UK ltd., 1983 (trad. it. M. Malagoli, Lo sviluppo rurale: mettere gli ultimi al primo posto, Portogruaro (VE), Ass. Cult. Lorenzin, 1996, pp. 241). Ci viene chiesto a volte di aggiungere documenti alla sezione del sito riguardante la Formazione. Stiamo lavorando ad una sorta di manuale che tenga conto delle mille esperienze e riflessioni sentite e discusse nel corso degli ultimi vent’anni dai volontari rientrati e da tutti i soci e amici che contribuiscono alla vita interna dell’organismo. Vorremmo, Sandro De Toni e io, che queste riflessioni si unissero alle tante letture che ci vengono suggerite o che scopriamo importanti. Per questo motivo non ci sembra mai giunto il momento di rendere pubblici i nostri appunti.Non resisto però alla tentazione di proporre la lettura di un testo, suggeritomi dall’amico Beppe Prati qualche anno fa, che per la ricchezza di contenuti e per la intelligente discussione di esempi, fornisce uno strumento importante a chi voglia avvicinare, capire ed aiutare il mondo della povertà delle zone rurali del pianeta: Lo sviluppo rurale: mettere gli ultimi al primo posto.Si tratta di un testo ricchissimo nella descrizione di situazioni, ed altrettanto prodigo di riflessione critica sugli atteggiamenti dei cosiddetti outsiders, cioè noi, gli stranieri che desiderano intervenire. L’autore, con questo ed altri testi, insieme al contributo di altri autori, è stato fra gli artefici dello sviluppo di metodologie di analisi della realtà che sono diventate famose con le sigle di RRA Rapid Rural Appraisal) inizialmente, e in seguito PRA Partecipatory Rural Appraisal), ed infine PLA Partecipatory Lerning and Action); spostando progressivamente le metodologie di ricerca dall’ambito accademico verso il coinvolgimento delle popolazioni dapprima nell’analisi e in seguito sempre di più nella decisione e nella gestione dei cambiamenti.Sapendo che molti corsisti faticano a leggere, mi prende la tentazione di invogliarli, fornendo loro una sintesi che mi auguro faccia da stuzzicante antipasto. Ho scelto di rispettare la struttura del libro, con i suoi otto capitoli e i vari paragrafi, in modo da aiutare chi voglia approfondire capitoli specifici, a rintracciarli con facilità. Mi aspetto commenti e suggerimenti (cioè lettori!). Buona lettura!Dominique M. SteinbergL’auto/mutuo aiuto: guida per facilitatori di gruppo, Trento, Erickson, 2002.

Lo scritto riportato nel’allegato è una sintesi di una parte del

libro di D.M. Steinberg “L’auto/mutuo aiuto (guida per i facilitatori di gruppo)” edito da Erickson, adattato con esempi e riflessioni che riguardano il nostro ambito di lavoro, il volontariato internazionale. Lo scopo è quello di offrire uno strumento di consultazione sia per i corsisiti che per i volontari in servizio.

Mario Piazza