Parte di questo mondo

paola_martino_sanare.jpg Siamo tornati da Sanare, stanchi ma freschi. Ci ha accolti un clima inaspettatamente piovoso e coperto. Ma il ritorno, come la partenza d’altronde, non è mai facile.
Abbiamo vissuto tre giorni in mezzo ai monti, mangiato yogurt fresco con le fragole, visto mucche e cavalli al pascolo, conosciuto persone accoglienti, colte, interessate al nostro essere stranieri e a farci sentire bene, abbiamo bevuto cucui de penca e portato a casa limoni grandi e succosi.
Il rientro a Las Amazonas non ci può impedire di fare paragoni tra quello che abbiamo brevemente vissuto e assaggiato in questi 3 giorni, con quello che sta diventando la nostra quotidianità...

Il caldo, la gente abbrutita dalla birra il sabato sera, la musica tanto alta da non riuscire a parlare, il sogno della città che ti offre lavoro, la triste realtà che ti costringe a vivere in una baracca di lamiera, i bambini che non vanno a scuola, i cani morti ai bordi delle strade e i gatti magri e spelacchiati, le vie trasformate in enormi e spontanee pattumiere su cui spesso si erge l'avviso: “No botar basura”, il freddo dei supermercati, gli uomini della polizia di guardia alle banche, i ragazzini armati che rapinano la vicina… E in questo quadro disperato resiste l’umanità, la voglia di festeggiare quando nasce un bambino [poco importa se l’hanno trattenuto solo, in ospedale, perché ha un’infezione e hanno mandato a casa la mamma, di 17 anni], la voglia di bere insieme, il bisogno di sentirsi utili per gli amici, i sorrisi…
Quante cose sfuggono al nostro spiccato desiderio di spiegare, di razionalizzare, di scandagliare e di scoprire perché questo mondo funziona così.
Eppure qui le cose proseguono.
Eppure questo mondo sta in piedi.

E noi non riusciamo a capire su che cosa si regga, perché non crolli su sé stesso. Non esiste niente di razionale, logico, consequenziale: spesso le nostre attese vengono disattese, o cambiano, o assumono caratteristiche che non riuscivamo a immaginare possibili. Viviamo in una molteplice e fantasiosa varietà: non esiste mai una unica soluzione a un problema, un unico posto dove prendere l’autobus; e il certificato di residenza non si stampa sempre nello stesso ufficio… Stiamo imparando, poco a poco, a lasciarci trasportare, a inventare, a non essere impeccabili, a non dare per scontato. Ed è l’unica condizione, quella di lasciarsi andare, per entrare in contatto con queste logiche così astruse, ma che impregnano ogni secondo della vita, ogni azione, ogni gesto.
A volte è stancante e scoraggiante, ma la maggior parte delle volte è liberante e fa sentire bene.

La grande difficoltà è sentire quando si può cedere e accettare che sia così, senza riserve, e quando invece il nostro contributo europeo efficiente e efficientista potrebbe costituire un apporto positivo e sbloccare qualcosa o innescare qualche processo. Andiamo avanti per tentativi, scontrandoci con insuccessi, ma anche con piccoli segnali che ci indicano come orientare l’azione.

Non è facile lavorare in questo contesto, perché, quando la gente è poco istruita, fa fatica a immaginare il cambiamento, a intravedere possibilità, a pensare al futuro e a pensarlo diverso da come è abituata a immaginarlo. Per contro sono persone che si entusiasmano se los italianos dedicano loro attenzione, se chiamiamo per sentire come stanno, se offriamo loro la possibilità di trascorrere un'ora alla settimana fuori casa e se diamo loro spazio perché raccontino il loro vissuto.

A volte è così triste che non vorremmo sentire...
Ma la limpidezza e la assoluta mancanza di barriere [o di pudore, come lo chiameremmo noi], ci inchioda e ci rende testimoni di maltrattamenti, violenze sulle donne e sui bambini, povertà, droga… Cose che non vorremmo sentire, che ci fanno paura, ma che fanno parte di questo mondo e della vita delle persone con cui viviamo.

Paola Serventi
Martino Emmanuele

[dal blog http://paolaemartino.info/]

Nell'immagine - “Stiamo imparando, poco a poco, a lasciarci trasportare, a inventare, a non essere impeccabili, a non dare per scontato.” [ph. Serventi – Emmanuele].

Pubblicato il Feb 22, 2010