Lo SVI in Mozambico |
È di questi mesi la creazione di un progetto comune tra più ONG bresciane tutte rivolte verso la stessa meta: le aree rurali di Mongue e Mocodoene, nella Provincia di Inhambane, localizzata nel sud del Paese.
“Brescia per il Mozambico: un progetto integrato di sviluppo multisettoriale a Mongue e Mocodoene” [questo il nome completo dell'azione] nasce proprio dal desiderio di collaborazione tra SVI, Fondazione Tovini, Medicus Mundi Italia, Fondazione SIPEC e SCAIP. Questi soggetti, che si occupano di cooperazione internazionale da diversi anni, hanno dimostrato determinazione nel creare la sinergia necessaria a mettere in rete le proprie specificità e capacità, la vicinanza ideale e territoriale e la comune prospettiva strategica per la realizzazione di azioni nel Sud del mondo.
Il programma “Brescia per il Mozambico” rappresenta un insieme di azioni coordinate di cooperazione decentrata in ambito agricolo, educativo e sanitario a favore della Provincia di Inhambane, la regione più povera ed arretrata del Mozambico.
Nella zona, nelle località di Morrumbene, Mocodoene, Maxixe e Mongue, da alcuni anni sono impegnati per la promozione umana e l’azione sociale sul territorio diversi missionari e volontari bresciani che hanno condotto azioni pilota e hanno messo le basi per un programma di più ampio raggio che riguarda tutti gli aspetti della vita socio-economica della zona. Nel contesto in cui si intende operare larga parte della popolazione vive in una condizione di povertà assoluta: è molto diffuso il problema della mortalità infantile, vi è uno scarso accesso ad acqua potabile e all'energia elettrica e l'agricoltura è attività di mera sussistenza.
É stata quindi ritenuta necessaria un'azione coordinata per rafforzare il sistema educativo locale, in particolare in ambito professionale.
All'interno di questo quadro ogni ONG si impegnerà nei settori in cui ha maggiore esperienza e competenza; per questo lo SVI si occuperà di animazione rurale, facendo formazione e consulenza agli agricoltori dei vari villaggi.
Questa collaborazione tra le ONG bresciane costituisce un primo, forte tentativo volto a mettere insieme storie e percorsi diversi al servizio di un obiettivo comune.
Da parte nostra si può dire che il massimo è stato fatto e verrà fatto per riuscire a portare a termine questo progetto, importante traguardo e al tempo stesso punto di partenza nel cammino verso una più coordinata ed efficace cooperazione bresciana allo sviluppo.
Marzia Lazzari
Nella foto - "Nel contesto in cui si intende operare larga parte della popolazione vive in una condizione di povertà assoluta: [...] vi è uno scarso accesso all'acqua potabile...” [ph Pedercini]
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È di questi mesi la creazione di un progetto comune tra più ONG bresciane tutte rivolte verso la stessa meta: le aree rurali di Mongue e Mocodoene, nella Provincia di Inhambane, localizzata nel sud del Paese.
“Brescia per il Mozambico: un progetto integrato di sviluppo multisettoriale a Mongue e Mocodoene” [questo il nome completo dell'azione] nasce proprio dal desiderio di collaborazione tra SVI, Fondazione Tovini, Medicus Mundi Italia, Fondazione SIPEC e SCAIP. Questi soggetti, che si occupano di cooperazione internazionale da diversi anni, hanno dimostrato determinazione nel creare la sinergia necessaria a mettere in rete le proprie specificità e capacità, la vicinanza ideale e territoriale e la comune prospettiva strategica per la realizzazione di azioni nel Sud del mondo.
Il programma “Brescia per il Mozambico” rappresenta un insieme di azioni coordinate di cooperazione decentrata in ambito agricolo, educativo e sanitario a favore della Provincia di Inhambane, la regione più povera ed arretrata del Mozambico.
Nella zona, nelle località di Morrumbene, Mocodoene, Maxixe e Mongue, da alcuni anni sono impegnati per la promozione umana e l’azione sociale sul territorio diversi missionari e volontari bresciani che hanno condotto azioni pilota e hanno messo le basi per un programma di più ampio raggio che riguarda tutti gli aspetti della vita socio-economica della zona. Nel contesto in cui si intende operare larga parte della popolazione vive in una condizione di povertà assoluta: è molto diffuso il problema della mortalità infantile, vi è uno scarso accesso ad acqua potabile e all'energia elettrica e l'agricoltura è attività di mera sussistenza.
É stata quindi ritenuta necessaria un'azione coordinata per rafforzare il sistema educativo locale, in particolare in ambito professionale.
All'interno di questo quadro ogni ONG si impegnerà nei settori in cui ha maggiore esperienza e competenza; per questo lo SVI si occuperà di animazione rurale, facendo formazione e consulenza agli agricoltori dei vari villaggi.
Questa collaborazione tra le ONG bresciane costituisce un primo, forte tentativo volto a mettere insieme storie e percorsi diversi al servizio di un obiettivo comune.
Da parte nostra si può dire che il massimo è stato fatto e verrà fatto per riuscire a portare a termine questo progetto, importante traguardo e al tempo stesso punto di partenza nel cammino verso una più coordinata ed efficace cooperazione bresciana allo sviluppo.
