La globalizzazione dell'intolleranza |
“Il vento che prima soffiava nelle pianure padane ora spira nelle aule del Parlamento” , si ribadiva su Famiglia Cristiana del 6 dicembre 2009, ricordando come la proposta di dimezzare agli stranieri la cassa integrazione abbia purtroppo trovato consenso. La misura è stata definita “aberrante” pure dal quotidiano cattolico Avvenire.Da una discriminazione all’altra, nel nome dell’interesse dei cittadini italiani e forti del consenso popolare: “Anche Pilato s’appellò al popolo per condannare Gesù e liberare Barabba!”Come essere a favore della vita, contro la pillola abortiva, e contemporaneamente promuovere operazioni discriminatorie che stanno avvelenando il Paese? Purtroppo Brescia e provincia negli ultimi tempi si sono fatte paladine della caccia agli extracomunitari. Tra le molte iniziative emblematica è stata l’operazione White Christmas, a Coccaglio. Ma non è stata l’unico caso: delibere comunali che alimentano l’intolleranza sono ormai quotidiane. “Non c’è più limite alla fantasia” ricordava ancora Famiglia Cristiana: “divieto di vendere kebab senza accompagnarlo con polenta, brovada e musetto in Friuli; proibizione ai minori di settant’anni di sedersi sulle panchine a Pordenone; messa al bando del gioco del cricket a Brescia” [perché praticato dai pakistani]; “bonus di 500 euro ai vigili per ogni clandestino scoperto; numero verde di Cantù per denunciare i clandestini; divieto di sposarsi a Cernobbio se prima i vigili non avranno accertato la pulizia di muri e pavimenti nell’abitazione degli sposini. Assegnazione dell’Ambrogino d’oro, a Milano, alla pattuglia di polizia urbana che va a caccia di irregolari, trattenendoli in un bus con le sbarre;…”. A Villa Carcina [Brescia] l’ordinanza n. 49 del 14.10.2009 ha stabilito il divieto di trasporto a mano - nel comune - di beni destinati alla messa in commercio in grandi sacchi di plastica, borsoni [o in altri analoghi contenitori] da parte di chi non dimostri che detto trasporto avvenga nell’esercizio legittimo di attività commerciale. È poi noto che da tempo rappresentanti della polizia municipale del suddetto comune durante la notte svegliano gli stranieri e irrompono nelle case alla ricerca di eventuali clandestini. Stiamo scivolando verso il baratro. E questo non soltanto in Italia, come dimostra la proibizione per referendum del 29 novembre di costruire nuovi minareti in Svizzera. Solo poche voci si alzano per segnalare il pericolo. La nostra gente e i nostri paesi, che da sempre hanno praticato l’accoglienza, sono improvvisamente diventati oggetto della stampa nazionale per fatti dolorosi e non sempre spiegabili. A Coccaglio [BS] [poco meno di 7.000 abitanti, 1.500 stranieri], paese che si è sempre contraddistinto come testimone di una pacifica convivenza, la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale con l’operazione White Christmas, così chiamata perché scade il 25 dicembre. Essa è stata ideata dall’assessore leghista alla sicurezza Claudio Abiendi, il quale dichiarava: “Per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”. “Da noi non c’è criminalità.”, dichiarava il sindaco Franco Claretti, “Vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia” . L’idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale ha sollevato un coro di proteste. Abiendi si è addirittura vantato di essere tra “i fondatori della Lega Nord, nel 1992” e di essere andato a Brescia ad accogliere il Papa. Ma c’è per fortuna chi la pensa diversamente. “Siamo proprietari di alcuni appartamenti affittati a italiani ed extracomunitari, alcuni con figli” , [appariva fra le “Lettere al direttore” del Giornale di Brescia del 5 dicembre 2009]. “Alcuni hanno perso il posto di lavoro, altri vivono un precariato senza fine… Perché in occasione del Natale non fare loro una sorpresa e cancellare, per un mese, la voce 'affitto' da bilanci messi a così dura prova? Per loro sarebbe un sollievo… E per noi non sarebbe la fine del mondo… Magari qualche altro proprietario di case affittate potrebbe raccogliere il nostro suggerimento e fare altrettanto”. Scrivevano in un comunicato del 30 novembre 2009 don Fabio Corazzina [parroco di S. Maria in Silva – Brescia], Claudio Treccani [animatore del Centro Missionario Diocesano] e la studentessa Francesca Martinengo, dopo aver ricordato fra l’altro l’elevato numero di missionari della diocesi di Brescia e di ONG e associazioni varie che operano nel campo della cooperazione internazionale: “C’è qualcosa che non funziona... Siamo sempre stati in grado di far coabitare virtuosamente diavolo e acqua santa. Infatti siamo tra i primi produttori e commercianti di armi al mondo… Cresce anche nelle nostre parrocchie e fra i preti e i religiosi una cultura leghista ben lontana dal Vangelo… Dilaga la violenza verbale, culturale; e aumentano i gesti di avversità contro gli stranieri… Chiediamo privilegi che non riconosceremo mai ad altri, inneggiamo al Papa e poi prepariamo delibere che calpestano la dignità della persona e i diritti umani…”. E continuavano affermando: “Chiedere giustizia e legalità non ci esime dal coraggio dell’ospitalità e dell’accoglienza; chiedere sicurezza e meno violenza non ci esime dalla valutazione della mole di violenza che abbiamo seminato nel mondo; chiedere attenzione alla famiglia non cancella la responsabilità di espellere famiglie intere…”. Come dimenticare [ce lo ricorda Papa Benedetto XVI] che “Gesù stesso, da bambino, ha vissuto l’esperienza del migrante perché, per sfuggire alle minacce di Erode, dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria”? Finora la globalizzazione è andata a largo vantaggio dei poteri economici e finanziari che sono i protagonisti dell’economia mondiale. Non sarebbe invece ora di lavorare affinché gli abitanti dei Paesi del Sud del mondo possano vivere decentemente? “Solo se tutti crediamo e difendiamo la dignità di ogni essere umano, possiamo sperare che si ricreino quelle condizioni che possono garantire pace e sicurezza” , scrivevano lo scorso 25 novembre 2009 i sacerdoti delle parrocchie dei Comuni bresciani di Adro, Cazzago, Coccaglio, Cologne,Erbusco e Rovato. “La crisi che incombe, che ci fa tremare per i posti di lavoro, potrà richiedere ancora una maggiore solidarietà reciproca, anche, magari, verso quegli immigrati che insieme al lavoro e alla cassa integrazione, dopo sei mesi rischiano di perdere anche il permesso di soggiorno. Il cammino non è facile… Coniugare il doveroso rispetto e l’amore per noi stessi con l’amore per l’altro, chiunque esso sia”. Data la situazione attuale, non sarebbe auspicabile che la Chiesa, che si è sempre schierata a favore della vita ed è particolarmente attenta ai diritti di chi non è ancora nato, si preoccupasse e prendesse posizione anche a favore di tutti gli esseri umani, invitando i cristiani a non votare i partiti che, in netto contrasto con i principi evangelici, propugnano l’intolleranza e la delazione e avvelenano gli animi, mettendo in forse una pacifica convivenza? Gabriele Smussi |
“Il vento che prima soffiava nelle pianure padane ora spira nelle aule del Parlamento” , si ribadiva su Famiglia Cristiana del 6 dicembre 2009, ricordando come la proposta di dimezzare agli stranieri la cassa integrazione abbia purtroppo trovato consenso. La misura è stata definita “aberrante” pure dal quotidiano cattolico Avvenire.Da una discriminazione all’altra, nel nome dell’interesse dei cittadini italiani e forti del consenso popolare: “Anche Pilato s’appellò al popolo per condannare Gesù e liberare Barabba!”